LE CHIACCHIERATE che faccio ogni giorno con chi fa il tuo stesso lavoro, continuano a essere LA MIA PIÙ GRANDE FONTE D’ISPIRAZIONE per la scelta dei temi da trattare di volta in volta negli articoli di questo giornalino.

Se per l’edizione che hai tra le mani ho sentito il bisogno di scriverne uno che parlasse di ACIDI, ovviamente di quelli che trovano applicazione nel campo estetico, è perché spesso percepisco una GRAN CONFUSIONE a riguardo, e questa confusione vista l’importanza dell’argomento, deve essere assolutamente risolta! Quali sono quindi gli obiettivi che mi sono prefissato di raggiungere scrivendo QUESTO ARTICOLO?

  • FARTI CONOSCERE più a fondo alcuni acidi (quelli maggiormente usati quando si parla di bellezza)
  • FARTI CAPIRE perché si usano e in quale momento dell’anno vanno utilizzati
  • FARTI SAPERE quali sono gli errori comunemente commessi da molte delle tue colleghe, quando si trovano alle prese con la scelta dei prodotti da inserire in istituto
  • FARTI SCOPRIRE la giusta strada da percorrere se vuoi sfruttare le loro grandissime potenzialità

Partiamo dal PRIMO PUNTO!

Gli acidi utilizzati dalle case cosmetiche sono quelli appartenenti alla categoria degli “alfa idrossiacidi” che, insieme ai “beta idrossiacidi”, sono conosciuti come “acidi della frutta” per via della loro origine naturale.

Ecco una carrellata di  ALCUNI ALFA IDROSSIACIDI, e se a lavoro ancora non li utilizzi, sono sicuro che li hai almeno sentiti nominare:

  • ACIDO GLICOLICO

Nel mondo dell’estetica è probabilmente il più “famoso” tra gli acidi, viene estratto dalla canna da zucchero, dalla barbabietola e dall’uva (quando non ha raggiunto la maturazione). La sua molecola è molto piccola e per questa ragione è in grado di penetrare più facilmente nella pelle rispetto agli altri acidi della sua famiglia.

  • ACIDO CITRICO

Si trova nel limone, nell’arancia, nel legno, nei funghi, nel tabacco, nel vino, nel latte e oltre al suo utilizzo in campo cosmetico, trova applicazione in quello alimentare (è facile vederlo scritto tra gli ingredienti come aroma o come conservante), in quello farmacologico (come anticoagulante per il sangue estratto) e, grazie alla sua potente azione anticalcare, è facile trovarlo anche come componente dei detergenti per la pulizia della casa.

  • ACIDO MANDELICO

È stato scoperto riscaldando un estratto delle mandorle amare e, oltre a essere impiegato in molti prodotti cosmetici, viene utilizzato come antibatterico per la cura delle infezioni delle vie urinarie.

  • ACIDO TARTARICO

È presente in molte piante, soprattutto in quella del tamarindo, e nell’uva (si sviluppa in modo naturale durante il processo di vinificazione). Oltre al campo della cosmesi, questo acido trova numerosi altri impieghi: in cucina come correttore di acidità e come agente lievitante, nella fitoterapia come valido antiossidante, in medicina come potente digestivo.

  • ACIDO MALICO

Viene estratto dalla mela (la massima concentrazione è nella buccia), dall’uva, ed è presente in molte piante, negli animali e persino nell’uomo. Anche in questo caso le applicazioni sono numerose perché se nella specie umana l’acido malico rappresenta uno dei principali intermediari nella produzione dell’energia cellulare, in cucina viene utilizzato come sostanza aromatizzante e come correttore di acidità, e in medicina viene impiegato nella produzione di farmaci che stimolano l’attività delle ghiandole salivari per curare la secchezza delle fauci.

Passiamo al SECONDO PUNTO.

PERCHÉ VENGONO UTILIZZATI GLI ACIDI IN CAMPO ESTETICO?

Perché grazie all’azione esfoliante che svolgono sulla pelle, favoriscono la rimozione delle cellule morte e delle impurità, e stimolano la produzione di collagene nel derma che è alla base del rinnovamento cutaneo.

Gli acidi riescono ad assottigliare, a levigare la pelle e soprattutto a correggere, con risultati straordinari, le tantissime imperfezioni che un organo così complesso può presentare nel tempo.

Ecco allora che usando gli acidi in cabina:

  • Si può RIDURRE la profondità delle rughe
  • Si possono DIMINUIRE/LEVIGARE i segni dell’acne
  • Si possono ATTENUARE le cicatrici
  • Si può RIPRISTINARE il giusto equilibrio nella produzione di sebo
  • Si possono TRATTARE i pori dilatati
  • Si possono SCHIARIRE le macchie cutanee
  • Si possono COMBATTERE le smagliature
  • Si può RENDERE luminosa la pelle

GLI ACIDI POSSONO ESSERE UTILIZZATI INDIFFERENTEMENTE DURANTE TUTTO L’ANNO?

NO perché sono sostanze FOTOSENSIBILIZZANTI.

Che cosa significa? Significa che gli acidi sono capaci di assorbire l’energia solare, di amplificare l’azione delle radiazioni UV e di aumentare in questo modo la sensibilità della pelle che, se esposta ai raggi solari, tenderà a scottarsi e a macchiarsi con estrema facilità.

A riguardo DEVO FARE UNA PRECISAZIONE.

UN CONTO è spalmare sul viso una crema che contiene acidi e che va quindi a “foto sensibilizzare” la zona (il prodotto è steso sulla pelle e ci resta per tutto il giorno), UN CONTO È fare dei trattamenti in istituto a base di acidi. Questi vengono applicati sulla pelle, lasciati in posa per un tempo limitato e poi rimossi completamente: la pelle diventa più sottile e quindi più vulnerabile, ma NON VA INCONTRO alla fotosensibilizzazione perché non vi restano residui di acido.

In linea di massima è consigliabile utilizzare gli acidi a partire DA OTTOBRE e NON OLTRE il mese di MARZO, fatta ECCEZIONE per L’ACIDO MANDELICO che, grazie all’azione rimodulatrice e rinforzante che svolge a livello dello strato corneo (lo strato più superficiale dell’epidermide), può essere utilizzato anche durante il periodo estivo e sulle pelli più sensibili.

Dal punto di vista chimico, l’acido mandelico ha una struttura molecolare più pesante rispetto a quella degli agli altri acidi, e per questa ragione viene assorbito più lentamente dalla pelle che non correrà quindi il rischio di essere irritata dal suo utilizzo. Molti dei trattamenti di preparazione all’esposizione solare che hanno come obiettivo quello di rendere l’abbronzatura omogenea, prevedono proprio l’uso di prodotti che contengono questa sostanza.

Analizziamo il TERZO PUNTO, quello a mio avviso più importante, perché leggendo le prossime righe potrai scoprire quali sono i falsi miti di cui parlavo nel titolo, e imparare a fare le giuste domande al tuo fornitore. Obiettivo? SMASCHERARE I “VENDITORI DI FUMO” e scegliere con consapevolezza i prodotti da utilizzare in cabina. Non dimenticare mai che la tua professionalità e la tua esperienza per manifestarsi pienamente, hanno bisogno di essere affiancate da prodotti eccellenti!

Vuoi sapere qual è la “CONVERSAZIONE TIPO” tra il RAPPRESENTANTE di una casa cosmetica e un’ESTETISTA che, come capita nella maggioranza dei casi, non è molto ferrata in tema di acidi? ECCOTI ACCONTENTATA.

RAPPRESENTANTE: < Buongiorno Signora Maria, grazie per l’appuntamento che mi ha concesso! Sono venuto a presentarle una nuovissima linea di prodotti cosmetici che contiene acidi e che dà dei risultati straordinari >

ESTETISTA MARIA: < Che concentrazione di acidi c’è in questi prodotti? >

RAPPRESENTANTE: < Altissima. L’acido glicolico è presente, pensi, al 70% ! Mi creda, trovare in giro dei cosmetici con una concentrazione così elevata è difficile, forse impossibile. Lei capirà che fare dei trattamenti utilizzando dei prodotti come questi, vuol dire essere sicuri del risultato >

ESTETISTA MARIA: < In effetti la concentrazione è molto alta ma ….. devo confessarle che l’idea di utilizzare un prodotto così forte mi spaventa, non vorrei irritare o addirittura bruciare la pelle delle mie clienti. Il lavoro è sempre più complicato, accontentare tutti è ogni giorno più difficile, e non vorrei cacciarmi da sola nei guai! >

RAPPRESENTANTE: < Non deve assolutamente preoccuparsi di questo, le garantisco che otterrà dei risultati eccezionali lavorando nella massima sicurezza. Utilizzando i nostri prodotti, i rischi per la pelle sono pari a zero! >

ESTETISTA MARIA: < Allora se le cose stanno così … voglio provarli. >

RAPPRESENTANTE: < Ha fatto la scelta giusta, se ne accorgerà usandoli! >

FINE DELLA CONVERSAZIONE.

SE L’ESTETISTA MARIA FOSSE STATA PIÙ PREPARATA IN FATTO DI ACIDI, come sarebbero andate le cose tra lei e il rappresentante? Scopriamolo insieme …

Dopo i vari convenevoli, MARIA avrebbe fatto questa domanda:

< Qual è la concentrazione di acidi in questi prodotti e A CHE PH SONO TAMPONATI? >

RAPPRESENTANTE: < mmmmmmmmm ….. Deve sapere che per l’azienda che rappresento, la sicurezza viene prima di tutto, per questa ragione i nostri prodotti hanno degli acidi tamponati a 5.5, che è il ph fisiologico della pelle. Tanta concentrazione e zero rischi, la soluzione perfetta non crede ?! >

QUI CASCA L’ASINO e ti spiego perché.

Il PH fisiologico della cute, oscilla tra un valore minimo di 4.2 e un valore massimo di 5.6, ed è molto importante riuscire a mantenere il livello di acidità della pelle entro questi parametri, perché solo così il PH RIESCE:

  • A PROTEGGERE (come una vera e propria barriera) la nostra pelle, continuamente minacciata da inquinamento, sostanze chimiche e sbalzi di temperatura.
  • A INIBIRE la proliferazione batterica
  • A MANTENERE un ambiente acido ideale in cui la flora naturale della pelle può formarsi

UN PRODOTTO A BASE DI ACIDI PER POTER FUNZIONARE DEVE poter andare in profondità e questo è possibile solo quando, grazie a una buona concentrazione, si riesce ad “abbattere” la barriera del PH fisiologico 5.5. Infatti, solo lavorando sotto questa soglia, si possono ottenere dei risultati concreti.

Scegliere un prodotto che contiene un acido concentrato al 70% e tamponato a un ph 5.5 (come nel caso dell’estetista Maria), sarebbe come acquistare una FERRARI a cui però è stato montato il motore della FIAT 500!

Tu l’acquisteresti sognando di correre a 300 km/h con il vento tra i capelli, ma guidandola e accelerando ti accorgeresti che il contachilometri non riesce a superare i 130 km/h … considerando i soldi spesi e le aspettative, si tratterebbe proprio di una bella fregatura, non credi?

I PRODOTTI che Maria ha appena acquistato sono la nostra FERRARI (vista l’alta concentrazione di acidi), GLI ACIDI TAMPONATI al ph 5.5 sono il motore della nostra FIAT 500, la LINEA DI PRODOTTI APPENA ACQUISTATI e che non dà i risultati sperati, rappresenta IL nostro MANCATO SFRECCIARE lungo l’autostrada!!

Fatte queste considerazioni, forse ti starai chiedendo: “allora questi ACIDI, per rendere un prodotto EFFICACE e al tempo stesso SICURO,  A QUANTO dovrebbero essere TAMPONATI ???”

Anche se attualmente NON C’È UNA LEGGE che sulla base della concentrazione e della tamponatura,  stabilisce quali prodotti contenenti acidi possono essere usati dall’estetista e quali invece dal medico, è evidente che il mondo dell’estetica tende ad agire seguendo il buon senso.

LE CASE COSMETICHE che si rivolgono alle estetiste SANNO INFATTI DI NON POTER OLTREPASSARE UNA CERTA SOGLIA, e che per fare trattamenti più profondi è necessaria la figura di un medico. Ecco allora che i prodotti che propongono e che commercializzano NON SONO QUASI MAI TAMPONATI AL DI SOTTO DEL PH 3, a differenza  di quelli usati in campo medico che, per arrivare al derma, sono tamponati a un ph 2 e addirittura 1.

Voglio CONCLUDERE facendo per te UN PICCOLO RIASSUNTO, con la speranza CHE POSSA RIMANERTI BEN IMPRESSO!

  • Lavorare con prodotti che contengono ACIDI È INDISPENSABILE se vuoi ottenere dei risultati concreti.
  • Quando sei alle prese con la scelta dei prodotti da utilizzare ricorda che non devi prendere in considerazione solo la concentrazione degli acidi, ma DEVI CHIEDERE A QUANTO SONO TAMPONATI.
  • UN’ALTA CONCENTRAZIONE DI ACIDI È NULLA SE il prodotto ha “il freno a mano tirato” cioè se è tamponato (bloccato) a un ph 5.5, lavoreresti con cosmetici che non superano la barriera del ph, che non agiscono in profondità e che non danno i risultati che dovresti ottenere.
  • LA SICUREZZA DEVE ANDARE DI PARI PASSO CON L’EFFICACIA per cui, avere dei prodotti concentrati e tamponati a un ph inferiore a 5.5, vuol dire usare dei cosmetici che vanno in profondità, che funzionano e che, se non sono ben gestiti, possono provocare anche dei danni. Quindi non puoi improvvisarti esperta di acidi, devi frequentare dei corsi di formazione specifici, capaci di insegnarti la giusta metodologia di utilizzo. In questo modo potrai ottenere dei risultati davvero straordinari senza correre alcun rischio.

Ricorda che se vuoi la FERRARI, e non vuoi andare a sbattere, devi imparare a guidarla!

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  • Stefania Orantelli
    Rispondi

    Buongiorno.
    Sono un’estetista che ha imparato direttamente in cabina e a cui è stato tralasciato di insegnare la parte teorica di tante cose. Sto’ studiando da sola e la sua spiegazione è stata semplice e chiara.
    La ringrazio, saluti.

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